ATRIUM


Il primo piano racchiude la stanza più rappresentativa del Palazzo. Secondo il progetto dell’architetto Alajos Hauszmann del 1893 questa stanza doveva inizialmente essere destinata ad ospitare il protocollo ufficiale e le cerimonie.

L’Atrio è lo spazio centrale al primo piano. Una scala monumentale in marmo conduce ad esso dal piano terra. È caratterizzato da un pavimento di 300 m² ed è alto come due piani. C’è un notevole lucernario nel soffitto, il quale lascia entrare la luce del sole. L’utilizzo di questo tipo di costruzione in ferro e vetro era considerato una tecnica all’avanguardia a quel tempo.

 




L’Atrio è situato centralmente nel primo piano ed è circondato da saloni, una sala da ballo (oggi la Sala di Marmo) e locali ausiliari. I muri a nord, est e ovest dell’Atrio sono leggermente a nicchia e la rigida struttura rettangolare viene mantenuta su ogni lato da due paia di colonne tra i pilastri, rivestite con stucco romano. La colonnata enfatizza la monumentalità di questo spazio, mentre i portici celano numerose porte che connettono l’Atrio con quasi tutte le stanze al primo piano.

Ci sono alcune stanze adibite a ripostiglio o lavanderia al primo piano, usate dai domestici e ben nascoste per evitare di rendere disomogeneo l’aspetto generale e di impedire il movimento tra i saloni. I saloni e la sala da ballo erano interconnessi, consentendo di muoversi in modo circolare attraverso il primo piano. Inoltre, la sala da ballo e tutti i saloni, ad eccezione dei saloni negli angoli sud-est e sud-ovest, sono connessi all’Atrio. La costruzione fu ispirata alle ville antiche civili ed imperiali dei Romani, essendo la struttura formata da una serie di stanze attorno al principale cortile aperto – in questo caso l’Atrio. Lo stesso principio venne applicato alle ville rinascimentali del famoso architetto italiano Andrea Palladio (Padova, 30 Nov. 1508 – Vicenza, 19 Ago. 1580), il quale influenzò molto l’architettura del 18esimo e del 19esimo secolo.

La principale fonte di luce dell’Atrio è la struttura in vetro del tetto e quattro piccole candeliere da parete che al tempo erano installate agli angoli, dove oggi si trovano gli specchi. Durante i lavori di restauro sotto il dominio italiano nel 1938, vennero aggiunti quattro candelieri assieme ai lampadari nei portici. Le candeliere da parete vennero spostate dall’Atrio.

Il pavimento originale fu fatto di frammenti di pietra e marmo usando la tecnica del terrazzo alla veneziana. Dal momento che il tunnel ferroviario della linea Fiume-Zagabria, costruito nel 1873, passa sotto al palazzo, le costanti vibrazioni hanno causato crepe che andavano riparate in modo costante. Un restauro completo ha avuto luogo durante il periodo del dominio italiano, mentre quello più recente è stato effettuato nel 2007.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il Museo Marittimo e Storico del Litorale Croato di Fiume iniziò a gestire il palazzo, nell’Atrio sono state allestite spesso mostre e numerosi eventi sociali e culturali.