IL SALONE ROSSO


Nel 1893 Hauszmann progettò questa stanza originalmente per essere lo studio del governatore, dove poteva lavorare in pace. In modo da evitare interferenze con il suo lavoro aveva a disposizione una scala privata che conduceva dal suo studio alle stanze in cui viveva al secondo piano. La privacy era ottima perché lo studio non era connesso all’Atrio. L’adiacente Salone Verde era usato anche come spazio lavorativo del governatore, ma era un luogo molto più affollato e rumoroso, dove si ricevevano per lo più clienti. Lo studio del governatore era connesso ad un’altra piccola stanza – la biblioteca per la consultazione.

Lo studio del governatore era diviso in un ufficio con scrivanie ed un salotto con sofà e poltrone. La scrivania del governatore, fatta in legno di quercia di alta qualità, è stata preservata. Il ripiano dello scrivania era ricoperto con un tessuto e i lati erano decorati con rilievi. I rilievi laterali più interessanti sono quelli che rappresentano una figura maschile con degli angeli – molto probabilmente una rappresentazione stilizzata del martirio di San Vito, il patrono di Fiume.

Le immagini iconografiche e i simboli collegati alla città di Fiume sono spesso presenti nelle decorazioni dei mobili fatti su misura per il Palazzo del Governatore. L’arredamento del Palazzo durò per molti anni dopo la costruzione dell’edificio nel 1896 e si sa che vennero costruiti in base al design e sotto la direzione dell’architetto Alajos Hauszmann stesso.




La stanza servì anche da studio per Gabriele D’Annunzio, dove tenne i suoi incontri. Il colpo di artiglieria del 1920 (durante il controllo di D’Annunzio) lasciò la stanza leggermente danneggiata, ma venne subito ricostruita nel 1923.

Durante il grande restauro del Palazzo nel 1938 da parte dell’amministrazione della provincia italiana del Carnaro, la stanza venne trasformata in un’area per fumatori, connessa alla sala da pranzo che oggi è conosciuta come il Salone Verde. I muri erano tappezzati con seta rossa, da qui il nome Salone Rosso, che viene utilizzato ancora oggi.

Come parte di un’ampia rinnovazione e risistemazione dell’originale divisione e allocazione ungherese degli spazi durante il dominio italiano, le stanze al primo piano dell’ala est del Palazzo vennero trasformate in saloni e quelle al secondo piano in stanze per gli ospiti. Questa distribuzione permise di risparmiare i costi di riscaldamento, dal momento che il blocco orientale del Palazzo veniva riscaldato soltanto quando ospiti importanti ci soggiornavano.




Dopo la Seconda Guerra Mondiale, La Casa Centrale della Cultura fu attiva nel Palazzo e i saloni ospitavano incontri, una stanza da lettura e la rappresentanza della Presidenza del Comitato Popolare Cittadino.

Una volta che il Museo iniziò a gestire il Palazzo, i saloni decorati in modo evocativo al primo piano vennero aperti al pubblico e affittati ad aziende e ambasciate per conferenze di business.

Il Salone Rosso venne rinnovato nel 1970 per la visita a Fiume dell’allora presidente jugoslavo Josip Broz Tito in concomitanza con il 25esimo anniversario della liberazione della città.

Per la commemorazione del 100esimo anniversario della costruzione del Palazzo una nuova esposizione museale venne presentata al primo piano del Palazzo, con lo scopo di mettere in mostra i cambiamenti nello stile dell’arredamento dal Rinascimento al 19esimo secolo.

Oggi nel Salone Rosso sono in mostra i ritratti dei governatori di Fiume e l’arredamento originale del Palazzo del Governatore, il cui pezzo più ammirevole è la scrivania del governatore.