Durante il dominio ungherese il governatore usava questa stanza per degli incontri e veniva originariamente descritta come la stanza reception (ung. Fogado terem). I muri erano rivesti con carta da parati rossa e pannelli in larice. Anche la porta era fatta in larice e il pavimento era ricoperto con una superficie in quercia. C’era un camino nell’angolo sud-ovest. La stanza si connetteva attraverso tre porte all’Atrio, ad una sala d’attesa o al Salone Giallo e allo studio del governatore che oggi viene chiamato Salone Rosso.
La stanza venne nominata Salone Verde dopo che fu ridecorata nel 1938 durante il dominio italiano quando, così come nelle altre stanze al primo piano dell’ala est, venne riconvertita in uno spazio rappresentativo. La carta da parati rossa venne rimossa e quella in seta verde venne installata, mentre gli oggetti in legno vennero ricoperti con pittura ad olio e il pavimento in parquet fu carteggiato e riverniciato. Divenne poi una sala da pranzo e le sale adiacenti vennero trasformate in un salone ed una sala fumatori. Gli italiani allestirono le stanze degli ospiti al secondo piano, esattamente sopra ai saloni rappresentativi, e introdussero un nuovo e indipendente sistema di riscaldamento grazie al quale l’ala est del Palazzo poteva essere riscaldata singolarmente, in base alla necessità, quando c’erano ospiti.
L’amministrazione della Provincia Italiana del Carnaro stette nell’edificio fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale , quando il Palazzo del Governatore venne trasformato nel centro culturale cittadino. Numerosi eventi culturali, educativi e pubblici ebbero luogo con il supporto della Casa Centrale della Cultura, mentre fino agli anni 50 il Salone Verde veniva usato per ospitare la Presidenza del Comitato Popolare Cittadino.
Dopo che il Museo assunse la gestione del Palazzo nel 1955, si cercò di preservare l’atmosfera dei saloni al primo piano e raramente si organizzarono esposizioni in questi spazi. Ci fu solo una mostra esposta nel Salone Verde – quella del 1963 sull’opera di August Cesarec per celebrare il 70esimo anniversario dalla sua nascita.
Il Salone Verde venne completamente rinnovato nel 1970, in preparazione alla vista dell’allora presidente jugoslavo Josip Broz Tito a Fiume per il 25esimo anniversario della liberazione della città. I muri e gli oggetti in legno vennero pitturati e la carta da parati consumata venne sostituita. Sia il Salone Giallo che il Salone Rosso vennero rinnovati allo stesso modo.
Negli anni 70 il Salone venne affittato a varie aziende e ambasciate per conferenze di business.
In concomitanza del centesimo anniversario della costruzione del Palazzo nel 1996 i saloni al primo piano vennero rinnovati e adibiti all’esposizione di materiali del museo con lo scopo di mostrare i cambiamenti negli stili dell’arredamento dal 16esimo fino al tardo 19esimo secolo.
Oggi il Salone Verde fa parte dell’esposizione permanente del Museo. Preservando le decorazioni del periodo italiano, questa stanza mostra la storia politica di Fiume dal 18esimo fino al 20esimo secolo (cioè il periodo dei governi di Fiume).
