Il nome originale di questa stanza, come indicato nel progetto dell’architetto ungherese Alajos Hauszmann, era sala d’attesa ( ung. váró szoba), il quale ne indica lo scopo originale.
La stanza è connessa all’Atrio, alla Sala di Marmo (originariamente la sala da ballo), al Salone Verde (originariamente la sala reception) e alla terrazza della serra. I muri erano pitturati in verde-oliva e gli oggetti in legno con una pittura falso mogano. Le sfumature di verde scelte per i muri della stanza venivano usate spesso in edifici in stile storicista. Alcuni documenti mostrano che per questa stanza venne ordinato un tavolo da lettura coperto in velluto, assieme a due tende che non furono preservate.
Dopo che il governatore ungherese perse la sua autorità, questa ed altre stanze al primo piano vennero usate come uffici fino al 1938 e ai lavori di restaurazione del Palazzo durante il dominio italiano.
Secondo il progetto di restaurazione, questa ed altre due stanze nell’ala est del primo piano dovevano essere trasformate in saloni, mentre le stanze degli ospiti sarebbe state al piano di sopra. Questa disposizione permetteva si salvare i costi di riscaldamento, dal momento che le stanze venivano riscaldate solo quando c’erano ospiti importanti. I saloni al primo piano (Salone Giallo, Verde e Rosso) erano decorati in uno stile tradizionale, le mura erano tappezzate in seta e i dettagli in stucco vennero restaurati, mentre gli oggetti in legno vennero ricoperti con pittura ad olio e il parquet in quercia fu riparato.
I muri della stanza vennero ricoperti con carta da parati in seta gialla, da cui deriva il nome Salone Giallo, così come viene chiamato ancora oggi. La stanza ebbe anche una nuova funzione e la vecchia sala d’attesa venne trasformata in un salone, attraverso il quale si poteva accedere alla sala da pranzo situata nell’adiacente Salone Verde. Seguendo la logica di dare ad ogni stanza una funzione, si sentì sempre più il bisogno di un salone per riposare e socializzare, perciò il Salone Rosso – una sala fumatori – venne arredato solo dopo che il Salone Verde (la sala da pranzo) fu finito.
Il Salone Verde venne restaurato nel 1970, assieme agli altri saloni al primo piano, in preparazione alla visita dell’allora presidente jugoslavo Josip Broz Tito a Fiume per il 25esimo anniversario della liberazione della città
Dopo la Seconda Guerra Mondiale quando il Palazzo non ebbe più alcuna funzione politica e divenne il centro della vita culturale cittadina, il Salone Giallo venne usato per incontri sociali e ricevimenti formali. Durante gli anni 70 il salone venne per lo più affittato a varie aziende ed ambasciate per conferenze di business.
Diversi film sono stato girati nel salone e nel 1984 l’Ufficio Archiviale, dopo aver perso la propria sede, usò il Salone Giallo per cerimonie di matrimonio. Anche se si trattava soltanto di un piano temporaneo l’anno seguente venne firmato un contratto permanente con la città di Fiume e ci furono cerimonie nel salone fino al 2016, quando iniziarono i lavori di restauro e l’Ufficio Archiviale iniziò ad usare la Sala di Marmo.

