Secondo il progetto originale ungherese questa era una sala da pranzo (ung. Ebedlo). Le pareti erano ricoperte di carta da parati verde e gli oggetti in legno così come i pannelli del muro erano pitturati con un color cashew.
La stanza era connessa al Salone Piccolo sul lato sud, alla Stanza dei Servizi a nord e all’Atrio a est.
Il progetto ungherese indicava la decorazione della Stanza dei Servizi – aveva muri colorati di rosso scuro (bordeaux) ed una porta pitturata in quercia. La Stanza dei Servizi era connessa alla cucina (nel fabbricato annesso) attraverso una scala separata ed un corridoio nella galleria ad arcata, per timore che i domestici camminassero attraverso le stanze principali e disturbassero gli ospiti del governatore.
Alcuni documenti preservati riguardo alla costruzione e all’arredamento del Palazzo mostrano che per la Sala da Pranzo e la Stanza dei Servizi vennero ordinati un largo tavolo espandibile con 38 posti e sedie con federa verde, due credenze per le stoviglie e gli utensili da cucina e due tavoli di servizio.
Durante il dominio italiano (1924 – 1945) la sala da pranzo venne trasformata in un ufficio per il segretario e il capo dello staff. La carta da parati venne rimossa, i muri pitturati con pittura in calce, lo stucco del soffitto riparato e gli oggetti in legno coperti con pittura ad olio bianca.
Quando al Museo venne affidata la gestione dell’edificio nel 1955, una mostra permanente sui cambiamenti negli stili dell’arredamento e della cultura di vivere venne gradualmente introdotta al primo piano. La mostra venne rimossa alla vigilia della Guerra della Patria nel 1991 per motivi di sicurezza e risistemata nel 1996, in concomitanza con il centesimo anniversario della costruzione del Palazzo. La mostra venne rinnovata nel 2016 e nella stanza viene oggi mostrata la vita sociale di Fiume nei secoli 19 e 20.

